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Etna-Valley

La denominazione “ETNA-VALLEY” non è una concessione agli inglesismi oggi alla moda: come la famosa Silicon Valley statunitense, l’Etna Valley è un prestigioso polo tecnologico, posto in pieno Mediterraneo, alle falde del vulcano più grande d’Europa. Questo distretto dell’alta tecnologia ha un tessuto produttivo vario: 23 grandi multinazionali come Nokia, Arch. Chemicals Inc., IBM, Alcatel, Vodafone, T.Net s.p.a., ISSRF, Accent, CSC e ancora Teleservice S.p.A., system partner di Matra-Nortel, Nextel, AlbacomZetel, che progetta hardware e software per l’automazione industriale e le telecomunicazioni; e software house  come  SeaSoft S.p.A (software aziendale e scientifico; collaborazioni con il CERN e il Laboratorio Nazionale di Fisica Nucleare);  SistemiData  S.p.A. (specializzata nel software per commercialisti e aziende); S.T.S. s.r.l. (leader nel software per l’ingegneria e la contabilità lavori) 200 imprese locali italiane e 1000 nuove microaziende e dà lavoro a circa 4 mila persone.

Le imprese dell’high tech siciliana offrono prodotti all’avanguardia nei campi dell’informatica, della telematica e delle telecomunicazioni. In questi ultimi mesi hanno manifestato interesse ad investire a Catania anche aziende del settore delle biotecnologie e, specificamente, la svizzera Berna Biotech,una delle più avanzate al mondo. Figura di rilievo nello sviluppo dell’area  catanese dell’alta tecnologia è Pasquale Pistorio, manager siciliano che nel 1987 ha operato investimenti, soprattutto nella tecnologia legata ai circuiti integrati del colosso ST-Microeletronics. L’azienda ha avviato un processo di contaminazione che ha portato allo sviluppo di buona parte dell’attuale indotto e a richiamato l’interesse di molte multinazionali. Questi stimoli, uniti ad accordi con l’Università di Catania e al sostegno della pubblica amministrazione, hanno permesso un’espansione tale da far gridare a un miracolo economico.

 

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