Cerca nel blog

Enrico Cogno, docente di Economia della Comunicazione

Enrico Cogno, sociologo, torinese, è presidente del Centro Studi Comunicazione Cogno Associati e docente di Economia della Comunicazione dell’Università di Perugia e del Consorzio Universitario N.E.T.T.U.N.O. Ha maturato esperienze nel giornalismo, nelle ricerche di mercato, nella pubblicità, nel marketing associativo, nelle relazioni pubbliche. Ha svolto attività di consulenza e formazione per le principali organizzazioni nazionali. E’ stato vice presidente della Federazione Italiana Relazioni Pubbliche e direttore del sito associativo (www.ferpi.it). Ha pubblicato per conto di Franco Angeli i libri: “Come risolvere i problemi”, “Comunicazione e tecnica pubblicitaria nel turismo”, “Web Trend, il punto su internet” e “Il talento del comunicatore”.


Contrastare la crisi con intraprendenza e spirito d’iniziativa, sviluppare il proprio talento, investire sulla formazione: questo, secondo Enrico Cogno, è l’atteggiamento giusto per affrontare il mercato del lavoro.

Come si presenta, a suo modo di vedere, l’inserimento nel mondo del lavoro oggi?

Quanto prima dovrà essere accettato il concetto che è preferibile, anziché cercare persone di talento, sviluppare il talento nelle persone con un processo di empowerment. Aumentare quindi la capacità di agire, di risolvere i problemi, di fronteggiare le situazioni, sviluppando l’autodeterminazione. Un processo che non ha controindicazioni: serve sia a chi il lavoro lo offre, sia a chi lo cerca, sia in tempi di vacche grasse, sia in momenti di recessione. Bisogna ridurre il gap tra le ambizioni e le abilità personali.

Com’è possibile farlo?

Serve molta formazione e aggiornamento professionale, soprattutto di taglio pratico. E’ necessario potenziare l’autonomia di processo, investire sulla creatività, smettere di chiedere, per ogni cosa, “Come si fa?” e provare a farlo autonomamente in modo diverso e nuovo. Come diceva lo scrittore francese Jean Giono: “Vuoi un posto al sole? E’ normale. Ma allora fatti sole, invece di farti posto”. La regola di base è semplice: essere preparati.

Cosa consiglia al riguardo?

Come si sa le caratteristiche richieste dipendono dalla posizione da ricoprire, ma in genere ad un giovane manager viene richiesto di:

- Conoscere più di una lingua, di norma, l’inglese;
- Comunicare in modo empatico ed essere un ottimo ascoltatore;
- Lavorare sodo e assumersi delle responsabilità;
- Saper lavorare in gruppo, ricevere e dare deleghe;
- Essere in grado di stabilire le priorità;
- Saper negoziare e gestire i conflitti;
- Essere creativo, favorire l’innovazione e il cambiamento;
- Essere volenteroso, tenace, concreto, orientato ai risultati ed un buon problem solver.

Quanto è importante lo spirito d’iniziativa?

Mostrare spirito d’iniziativa è fondamentale. A tal proposito vorrei riportare il racconto di un esperto di comunicazione in merito ad un particolare tipo di selezione al quale assistette. Una volta il comunicatore in questione era a New York per un appuntamento con il segretario particolare del presidente di un’agenzia di consulenza organizzativa e direzionale molto famosa. Si trovava nella saletta degli ospiti, dove già erano presenti i cinque finalisti di una selezione che si teneva ogni anno. Uno di loro sarebbe stato il candidato per futuri incarichi di rilievo nell’agenzia di consulenza. L’esperto di comunicazione aveva saputo che il presidente applicava un tipo di selezione molto particolare. Non faceva colloqui ma si basava su un metro di giudizio tutto suo. I candidati erano in attesa per un appuntamento con il presidente, fissato per le nove della mattina. Alle nove esatte, si aprì una porta e irruppe nella stanza il presidente: “Bene, signori – disse - grazie per essere stati puntuali. Ci vediamo alle cinque. Buongiorno”. E se ne andò. I cinque rimasero a bocca aperta: cosa avrebbero fatto lì per otto ore? Uno di loro si arrabbiò tantissimo e se ne andò. Un altro uscì a fare shopping, uno si fece prestare dalla segretaria, una certa Mary, dei libri da leggere, e un altro ancora chiese della carta per scrivere. Il quinto domandò a Mary se poteva visitare l’agenzia e parlare con gli addetti che stavano lavorando e lei glielo lo permise.

E alla fine il presidente chi scelse?

Il comunicatore era curioso di sapere come sarebbe andata a finire, così ritornò in quell’ufficio alle cinque. Il presidente, con la stessa scena della mattina, entrò alle cinque in punto, assieme a Mary, alla quale chiese cosa avessero fatto i giovanotti nel frattempo. Lei disse che Mr. Brown si era dedicato allo shopping e il presidente commentò che tenere alti i consumi era cosa giusta e utile per l’economia americana, ma che non gli servivano degli esperti in shopping. E lo liquidò. Mary aggiunse che Mr. Williamson aveva letto molti libri, e il presidente commentò che leggere era cosa culturalmente significativa, ma che non gli servivano dei lettori. Mr.Hopksins, continuò Mary, aveva scritto diverse pagine, e il presidente commentò che scrivere era ottima cosa, ma che non gli servivano degli scrittori. Quando arrivò il turno del quarto personaggio, questi disse: “Presidente, ho chiesto il permesso di incontrare i suoi collaboratori ed ho visitato l’agenzia in lungo e in largo. Mi sono appuntato 126 cose che mi piacerebbe discutere con lei, quando crede”. Il Presidente replicò: “Bene, ci vediamo domattina alle nove, lei è quello scelto come mio assistente junior”.

L’aneddoto è riportato allo scopo di giungere a una conclusione: senza iniziativa non si va da nessuna parte.

Nessun commento:

Posta un commento

Il Blog delle Relazioni Pubbliche