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La crisi non intacca la fiducia nella pubblicità online

La European Interactive Advertising Association (EIAA) rende noti i risultati del Marketer’s AD Barometer, la ricerca che 2 volte l’anno raccoglie su scala europea,  il parere dei responsabili dei budget media aziendali.
EIAA Marketer’s Internet Ad Barometer offre non solo il polso della situazione attuale nel mercato, ma anche uno spaccato sulle strategie future che permettano a inserzionisti, agenzie media e proprietà media di confezionare ad hoc le rispettive offerte pubblicitarie.

Dati che non sorprendono, considerato che il 94% degli inserzionisti coinvolti nella ricerca prevede un sincero aumento (+7,6%) nell’online ad spend a cavallo tra 2009 e 2010.

Internet cresce, insomma, e conquista quote di media fino a ieri inossidabili, come la TV. Più della metà di tutti gli intervistati (59%) ammette di aver tolto ai media tradizionali circa il 20% del budget, preferendo aggiungere questa percentuale al canale online.

In particolare, è la TV a farne le spese per il 36% dei responsabili, mentre il 27% si riferisce ai quotidiani e il 30% alle riviste e al DM.
In Italia la totalità degli intervistati riconosce che circa il 19% dell’aumento degli investimenti online proviene da altri media. Nella seconda metà del 2009, il 26% degli utenti contattati dichiara arrivare dal budget tv (nella prima metà dell’anno lo affermava il 17%); Il 22% lo fa provenire dal budget destinato ai quotidiani (vs 17% degli intervistati nel primo semestre 2009); 39% parla invece di riviste stampa periodica (vs 33%).

I risultati rivelano anche come il mobile advertising sia il trend da tenere d’occhio nel prossimi mesi. Un’azienda su 3 (33%)  già incorpora questo medium all’interno delle proprie strategie marketing e quasi tutti gli intervistati (96%) prevedono una crescita anno su anno degli investimenti dedicati, sia nell’anno 2010 sia nel 2011. Al momento, la metà degli investimenti legati al mobile vanno al brand advertising, tra l’altro la voce che per il 70% degli interessati conoscerà un aumento decisivo di interesse e uso nei prossimi 2 anni.

Tra i formati e gli strumenti a più rapida crescita nelle strategie aziendali della seconda metà dell’anno emergono con prepotenza l’email (61%), l’affiliate mkt (36%), il behavioural targeting (33%) e l’ad network (31%).
Circa il 65% dei responsabili intervistati vede un’aumentata attenzione nel far combaciare strategie online a categorie demografiche ben precise. E’ soprattutto la fascia dei 25-34enni a rendersi protagonista, seguita dai 35-44enni e in terza battuta dalla Digital Generation dei 16-24enni.

Anche in questo caso l’Italia segue i trend europei, con una netta preferenza per email (63% degli intervistati) e demographic targeting (22%). E’ soprattutto quest’ultima voce a registrare la crescita più rapida e interessante.
A livello di spaccati demografici, inoltre, cresce del 16,2% la fascia 35-44 anni, seguita (e forse questo sorprende) dai 45-54enni (+13,9%).

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