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Come comunicano le imprese nell’era dei new media?

 

Il Web 2.0 ha definitivamente modificato la relazione tra azienda e consumatore. La conversazione alla quale eravamo abituati, “da uno a molti”, si è trasformata irreversibilmente in una relazione da “molti a molti” e siamo solo all’inizio di un nuovo paradigma i cui contorni si muovono e cambiano con una velocità quasi incontrollabile. Il digitale è una casa di vetro e non è più un solo un medium  e non è più neanche un insieme di media: è e sarà sempre di più un ecosistema sociale.

La Delegazione Ferpi Lazio, in collaborazione con l’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti (UCID) ha organizzato, presso la storica sede di Banca Finnat di Piazza del Gesù a Roma, un incontro dal titolo “La Comunicazione delle imprese nell’era dei new media”. La rete sta imponendo un ritorno alla diffusione dei “saperi” e all’intersezione delle competenze. Per creare una reputazione in rete saremo sempre più chiamati ad investire come singoli e come aziende in sistemi di “accettabilità sociale” che possono rendere il nostro brand un sistema coerente con i messaggi che vogliamo veicolare. Un sistema aziendale, così come anche una persona singola in rete, che vuole essere efficace nell’economia digitale, ha la necessità di conoscere tutti quelli che potenzialmente possono cambiare senso e significato al nostro posizionamento, alla nostra comunicazione o al nostro nuovo prodotto.

L’evento è stato moderato da Gianluca Comandini, docente di Docente di Web & Social Media Marketing alla Sapienza, e ha visto la partecipazione di Daniele Chieffi, Head of Social media e Digital PR di ENI, di Roberto Race, Corporate Strategist e Segretario generale di competere.eu, Gioia Gogerino, Vice Presidente Nazionale Giovani ANCE, Luca Carbonelli, Direttore Marketing e Comunicazione di Carbonelli Caffè, Mario Suglia, Fondatore di Nomos Value Research. I lavori introdotti da Giuseppe de Lucia, Delegato FERPI Lazio sono stati conclusi da Carlotta Ventura, Direttore Centrale Comunicazione Gruppo Ferrovie dello Stato.

Il governo dell’innovazione dovrà acquisire nuove tecniche ma dovrà anche avere la capacità di comunicare “bene” e non lasciarsi adescare dai cosiddetti “confirmation bias”: è come se si allargasse sempre di più la forbice fra la verità e il verosimile e, nella politica come nelle aziende, la casa di vetro nella quale ci troviamo, sarà una nuova sfida da cogliere per non lasciarsi sopraffare da situazioni di crisi, di incertezza o di riprova sociale. Nell’introduzione Giuseppe De Lucia, Delegato Ferpi Lazio è riuscito a sintetizzare le sfide che sono poste dinanzi ai professionisti della comunicazione: “L’incontro è nato dal confronto con il presidente di Ucid Lazio il dott. Barbato per mettere a confronto i nostri due mondi, il mondo delle imprese e il mondo della comunicazione. La rete e il web rappresentano un vero e proprio salto evolutivo nella comunicazione, siamo passati dalla comunicazione di massa alla auto comunicazione di massa, ogni individuo può generare contenuti che possono raggiungere un pubblico globale. Questa evoluzione è un salto di paradigma sia per la comunicazione umana che aziendale e le aziende devono saper cogliere  le opportunità offerte da questa trasformazione per conservare e accrescere la propria competitività sui mercati globali. Le due parole chiave sono relazione e disintermediazione. Le persone possono scambiarsi informazioni suggerimenti e ogni dimensione dell’esperienza comprese quelle di acquisto e di consumo. Il rapporto comunicativo tra aziende e individui ci permette di ascoltare le opinioni dei propri clienti effettivi o potenziali per definire prodotti o servizi di qualità, il rapporto è bidirezionale. In questa nuova era è superato il concetto di immagine sostituito da quello di reputazione, basato sulle valutazioni, impressioni, riflessioni costruite all’interno delle conversazioni che le persone si scambiano in rete. Per creare valore non è sufficiente conoscere Facebook, Twitter o LinkedIn ma è fondamentale conoscere per poter costruire strategie e generare contenuti e valori. Per fare questo la professionalità è alla base del tutto: le attività di comunicazione devono essere svolte da persone competenti e Ferpi vuole rappresentare al meglio questo mondo”.

In questa nuova era i comunicatori avranno sempre di più la responsabilità di rendere veritiero ed empatico il mondo che ogni giorno costruiamo. Non saremo più solo gli strateghi della comunicazione ma dovremo anche essere capaci di comunicare la strategia, di guidare la significatività dei sistemi di cui ci occupiamo, che potrebbero avere anche un elevato livello di incontrollabilità.

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