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Giornata della Donna, Unilever offre 5 consigli pratici per fronteggiare stereotipi sul posto di lavoro


Secondo il recente Global Gender Gap Report del World Economic Forum, 170 sono gli anni che servirebbero per colmare il divario economico tra uomini e donne sul lavoro. Davvero troppi, occorre accelerare il passo partendo da un radicale cambiamento di mentalità. Un fenomeno intangibile, che influenza enormemente la crescita professionale impattando in modo negativo sull’ambiente di lavoro e allargando il cosiddetto gender gap, è rappresentato dagli stereotipi tradotti in comportamenti abituali, e dai pregiudizi, che connotano lavoro e, soprattutto, società: basti pensare che stereotipi di genere occupano ancora oggi il 50% dell’industria pubblicitaria, nella quale ben il 40% delle donne non si riconosce (e si apre una grande opportunità di business, se si pensa che pubblicità in grado di guardare avanti impattano del 12% in più in termini di efficacia e percepito del marchio).

Cambiare mentalità, a partire dall’alto, dai cosiddetti “vertici”, è l’unica soluzione possibile. Devono
essere proprio “i capi” ad assegnare incarichi importanti senza farsi spaventare dal genere e dai pregiudizi ad esso correlati. “Gli stereotipi, i comportamenti, i pregiudizi (anche inconsciamente) giocano un ruolo determinante nell’allargare il gender – gap” – afferma Angelo Trocchia, Presidente e AD di Unilever Italia – “A livello globale, la nostra strategia è scardinare i pregiudizi attraverso fatti concreti, per questo abbiamo il 77% di dipendenti donne impiegate nella forza vendita (un ruolo tipicamente associato al genere maschile), e il 46% del top management è rosa. Non solo: attraverso welfare aziendale e percorsi di formazione, facciamo in modo di aiutare tutti i dipendenti – uomini e donne – nella gestione del proprio tempo per provare a raggiungere un equilibrio tra lavoro e privato, e nella crescita professionale, in modo da offrire pari opportunità in qualsiasi momento della vita”.


  1. Di fronte a battute o commenti sgradevoli, mettere in luce che gli incarichi vengono assegnati sulla base delle capacità, non per il genere di appartenenza
  2. Mai rinunciare a un incarico perché si pensa di non essere all’altezza, di non avere tempo perché abbiamo una famiglia (o pensiamo di averla), di non poter offrire la nostra completa dedizione.... Le scuse non mancano, ma non servono. Proviamo a pensare che meritiamo un avanzamento di carriera
  3. Far presente che l’abito che si sceglie di indossare è un’estensione della propria personalità che nessuno ha il diritto di offendere o giudicare (nel rispetto dell’ambiente di lavoro)
  4. Cercare un buon compresso tra formalità e confidenza nei rapporti tra colleghi, per evitare che termini troppo confidenziali scalfiscano l’autorevolezza
  5. Esigere di essere presentate come professioniste, con dati e fatti a supporto, prima che come colleghe o amiche

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